
Acquistare scaffalature industriali sembra un’operazione semplice, ma nella realtà è uno dei passaggi più delicati nella progettazione di un magazzino sicuro, efficiente e conforme alle normative. Scelte affrettate o basate solo sul prezzo possono compromettere la capacità portante, la stabilità in caso sismico, la sicurezza del personale e la durata dell’impianto.
EMAF, forte dell’esperienza tecnica e dell’allineamento alle norme europee (EN 15512, EN 15620, EN 15629, EN 15635) e nazionali, aiuta ogni azienda a evitare gli errori più comuni e a scegliere soluzioni realmente adatte al proprio magazzino.
Di seguito i 10 errori più frequenti da non commettere.
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Scegliere scaffalature non progettate secondo le norme tecniche
Le scaffalature sono strutture vere e proprie, non semplici “attrezzature”: devono essere progettate secondo EN 15512 (progetto strutturale), EN 15620 (tolleranze), EN 15635 (uso e manutenzione) e, in zona sismica, seguendo le linee guida ACAI-FEM e il D.M. 14/01/2008.
Evitare prodotti senza calcoli, certificazioni o riferimenti normativi è fondamentale.
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Basarsi unicamente sul prezzo più basso
Una scaffalatura economica può nascondere acciai di qualità inferiore, mancanza di prove sperimentali e ridotta capacità portante. Nel tempo, un impianto sottodimensionato costa molto di più in manutenzioni, fermi operativi e rischi.
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Non analizzare le caratteristiche reali dell’unità di carico
Peso, geometria, qualità dei pallet, baricentro, modalità di prelievo: tutti elementi che determinano la scelta di portapallet, drive-in, cantilever o soluzioni ibride.
Una valutazione imprecisa può ridurre la capacità o generare instabilità.
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Ignorare la sismicità della zona
Le normative lo dicono chiaramente: in Italia tutte le scaffalature portapallet devono essere progettate in modo antisismico.
Trascurare questo punto mette a rischio merci, persone e continuità produttiva.
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Non considerare le tolleranze del pavimento
Una pavimentazione non idonea può compromettere verticalità dei montanti, ancoraggi, frecce ammissibili e sicurezza globale dell’impianto.
EN 15620 richiede tolleranze precise: è un controllo indispensabile.
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Non definire in anticipo mezzi e modalità di movimentazione
VNA, transpallet, AGV/AMR o carrelli frontali richiedono configurazioni differenti, corridoi diversi, protezioni specifiche e spalle adeguate.
Un errore in progettazione porta a inefficienze future.
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Trascurare paracolpi, protezioni e cartellonistica
Gli urti sono tra le principali cause di danneggiamento delle scaffalature. Protezioni e segnaletica non sono accessori, ma parte integrante della sicurezza, come indicato nelle linee guida EN 15635.
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Modificare livelli o configurazioni senza ricalcolo
Spostare un corrente o cambiare portata richiede la verifica del progettista.
Le norme spiegano chiaramente che ogni variazione va ricalcolata per evitare il sovraccarico di spalle e correnti.
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Non considerare manutenzione e ispezioni periodiche
La sicurezza non termina con il montaggio.
L’EN 15635 definisce ispezioni regolari, controllo dei danni, sostituzione degli elementi deformati e verifica della verticalità.
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Affidarsi a montaggi improvvisati
Il montaggio errato può compromettere ancoraggi, verticalità, stabilità e comportamento sismico.
Serve personale formato, con esperienza specifica nelle scaffalature industriali e nella lettura delle istruzioni del produttore.

Conclusione
La scelta delle scaffalature influisce su sicurezza, produttività e futuro del magazzino. Investire in un impianto progettato correttamente significa proteggere persone e merci, e ridurre drasticamente i rischi.
EMAF affianca le aziende dall’analisi preliminare alla progettazione, dal montaggio alla manutenzione programmata, nel pieno rispetto delle normative tecniche e di sicurezza.
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